Direttamente dalla Russia Massimiliano Mirabelli, ds del Milan rassicura i tifosi rossoneri sul verdetto che emetterà la Uefa e sul mercato

Torna a parlare Massimiliano Mirabelli, ds del Milan. E lo fa direttamente dalla Russia dove fra meno di 48 ore inizierà il campionato del mondo. Sulla presenza in Russia Mirabelli ha spiegato: «Questa per noi è un’occasione importante per tenere vivi i contatti, non certo per visionare giocatori: li conosciamo già bene tutti. Condivido i favori del pronostico di tutti, quindi Brasile e Argentina, ma dico di stare attenti alla Croazia, c’è sempre una sorpresa». Spazio al mercato, a cominciare dal pezzo più pregiato, Donnarumma: «Ora c’è silenzio attorno a lui, fa anche bene viste le tante cose dette. È un patrimonio del calcio italiano e pensiamo di tenerlo a lungo. Anche Raiola è abbastanza tranquillo, non ci sono problemi con lui». 

Sul possibile scambio André Silva-Falcao che in questi ultimi giorni è diventato sempre più concreto: «Mi sembra improbabile, il colombiano è un grandissimo calciatore ma nella parte finale della carriera mentre il nostro è un giovane che ha faticato il primo anno, bisogna dargli il tempo di abituarsi alla serie A, ma sono convinto che in futuro diventerà tra i più forti al mondo. Non abbiamo ricevuto per lui offerte da far venire l’acquolina in bocca». Sulla sentenza Uefa, attesa per il 19 giugno Mirabelli rassicura: «Non ci faremo trovare impreparati in ogni caso, noi speriamo che nessuno ci tolga l’Europa League che abbiamo conquistato sul campo. Anche loro sanno che, senza Milan, la coppa perderebbe fascino. I tifosi devono sapere che lavoriamo 24 ore al giorno per migliorare la rosa, l’anno prossimo come minimo dovremo entrare in Champions League».

Su Gattuso: «Ci ha ripagato alla grande, è una gran bella persona che abbiamo scoperto come tecnico. Gli abbiamo dato fiducia e siamo soddisfatti e contenti, il cerchio si è completato: grande giocatore e grande allenatore. Il suo stato d’animo in attesa della sentenza Uefa? Non è tranquillo ma non per timori, lui in generale non conosce la parola tranquillità».


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