Vincenzo Montella non si deve offendere, ma ora diventa fondamentale dare un senso al Milan che allena. Non è importante che gli dicano "sei bravo, uno dei migliori in Italia", è molto più importante fare meglio con quest'organico. Che non sarà da scudetto, ma neanche da figuracce contro allenatori che in dieci minuti lo disarmano e fine delle trasmissioni. E serve anche poco dire che ne ha perse soltanto due e ha vinto le altre, Montella non ha bisogno di avvocati, ma di dare certezze al club. Ha commesso troppi errori, noi non siamo allenatori ma semplici osservatori, eppure abbiamo individuato una lista di errori da non ripetere. Ecco la nostra sintesi: troppo tempo sprecato dall'acquisto di Bonucci per passare a una difesa a tre; le rotazioni  spesso sono inutili; Montella voleva Musacchio dall'estate 2016 e l'ha avuto un anno dopo: schierare Zapata non ha senso se non nell'emergenza o in Europa League; il 3-5-2 deve essere una convinzione, non una toppa da mettere, altrimenti Vincenzo scelga il sistema definitivo; la rotazione di Bonaventura, Calhanoglu e Suso è eccessiva, spesso giocano fuori ruolo; Suso alle spalle di Kalinic è una bestemmia totale; giocare a tre significa anche puntare su un 3-4-1-2 o un 3-4-2-1 per non snaturare gente come Suso; le sollecitazioni nei riguardi di André Silva sono state eccessive e spropositate, eppure quando l'ha chiamato in causa ha quasi sempre risposto anche con una tripletta, per poi non ricevere un supplemento di fiducia. Queste situazioni portano a una conseguenza: Montella scelga il sistema e un abbozzo di squadra che sia definitivo, a ottobre gli esperimenti non servono. E non si offenda se gli ricordiamo una cosa: dopo qualche sconfitta rovinosa eviti quel sorrisetto che utilizzerà per sdrammatizzare, ma che per un tifoso medio e in quei minuti incazzato è una cosa inammissibile. Anche perché oggi c'è poco da sorridere. Piuttosto c'è molto da lavorare... Foto: Twitter Milan

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