Se le ultime settimane avevano portato la quiete in casa Milan, la tempesta non sembra essersi placata. Le vittorie contro Chievo e Sassuolo, intervallate dalla sconfitta contro la Juventus, avevano scacciato i fantasmi e le ombre che accompagnavano ogni domenica Vincenzo Montella. L’inizio di stagione non all’altezza non può essere cancellato da due sole vittorie contro squadre, per’altro, di gran lunga inferiori al Milan. La sconfitta contro il Napoli ha riportato il malumore nella dirigenza rossonera. Non tanto per il risultato, perché perdere contro questo Napoli ci sta, quanto per la prestazione. Montella sembra essere tornato nel vortice dell’esonero e la gara di San Siro contro il Torino potrebbe essere decisiva per il suo futuro. Anche un pareggio, forse, potrebbe non bastare.

Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, quest’anno al San Paolo solo l’Inter ha evitato la sconfitta strappando un buon pari. Ciò che riportato i soliti malumori in casa Milan è stato l’atteggiamento del Milan che ha riportato sul banco degli imputati Vincenzo Montella. Non hanno convinto le sue scelte, Borini terzino destro, Bonaventura largo a sinistra, Locatelli incursore e Rodriguez in panchina. Nuovi cambi di modulo, di uomini e una manovra offensiva troppo poco incisiva, a tratti irriconoscibile. Si, è vero che la rosa è stata rivoluzionata nel mercato estivo con una spesa di oltre 230 milioni, m non avere a metà novembre un assetto definitivo, sia dal punto di vista tattico sia dal punto di vista degli interpreti, porta instabilità e insicurezza. Se Sarri e Spalletti, ad esempio, insistono sempre sun un’idea di gioco ormai consolidata un motivo ci sarà. Il Milan no, Sperimenta e adatta. Il risultato è che dalla metà campo in su manca identità e questa lacuna in classifica è evidente.

Il margine di errore adesso è ridottissimo. forse anche minore rispetto ai giorni che hanno preceduto la trasferta di Reggio Emilia poi vinta dal Milan contro il Sassuolo, quando l’esonero per Montella sembrava davvero dietro l’angolo. Il match di giovedì in Europa League conterà, ma fino ad un certo punto. L’esame finale sarà quello di domenica contro il Torino, il primo di 8 match contro avversarie che in classifica seguono i rossoneri. Se il Milan di Montella, in questa stagione, con le prime della classe ha sempre perso, con le altre ha avuto un passo quasi da scudetto (6 vittorie e un solo pari). Dovrà confermare la tendenza se vorrà ancora sedere sulla panchina rossonera. Da oggi inizierà una settimana decisiva per il suo futuro, con l’ex Mihajlovic che potrebbe condannarlo e aprire le porte ad un altro ex rossonero, Gennaro Gattuso. Saranno giorni caldi, caldissimi per il destino di Vincenzo Montella.