“Ripetutamente si presero gioco di me, poi videro che avevo ragione”. Così Nikola Tesla, uno dei geni più sottovalutati della storia, apre la sua autobiografia, uscita nel 1919. Chi l’avrebbe mai detto che quasi un secolo più tardi Nikola Kalinic avrebbe potuto ripetere la stessa frase per sé stesso, in circostanze diverse. L’arrivo del centravanti croato dalla Fiorentina ha avuto un sapore tendente all’amaro per i tifosi rossoneri, soddisfatti del mercato della società, ma ancora affamati ed in attesa della ciliegiona sulla tortona preparata da Fassone e Mirabelli. I nomi che si aspettavano erano altisonanti, quasi assordanti per la loro maestosità, da Morata fino al sogno Aubameyang.

Nel frattempo il pragmatico Vincenzo Montella continuava a ripetere un solo nome: Nikola Kalinic, mentre il ventinovenne dalle parti di Firenze urlava a gran voce la sua voglia di Milan. L’ex viola sin dai primi momenti rossoneri è sembrato freddo e granitico, concentrato sui suoi compiti in campo, piuttosto che sui flash e le parole alla stampa. Alla prima partita da titolare a San Siro contro l’Udinese è sceso in campo e con silenzio ed abnegazione ha fornito una prestazione che ha sbalordito tutti. Due gol, tanto sacrificio, sportellate con i difensori e cattiveria sotto porta. Questo è Kalinic. I tifosi, con onestà intellettuale, hanno ammesso: aveva ragione Montella.

La totalità della sua partita contro la squadra di Delneri è stata identificata dagli addetti ai lavori non come episodica e figlia dell’avversario, ma con la convinzione di avere in casa l’attaccante di cui si aveva bisogno. Montella lo sapeva ed ora si gode l’attaccante che voleva. L’ha riproposto contro la Spal ed il croato ha risposto ancora presente, con la stessa prestazione di sostanza ed un rigore conquistato che ha messo la gara in discesa per i rossoneri. L’impressione che Kalinic suscita è quella di un giocatore che vede prima degli altri ciò che sta per accadere sul fronte offensivo e che sa dove posizionarsi per far male. Lo dimostrano i due gol “inzaghiani” contro l’Udinese, lo dimostra la sua posizione sul filo del fuorigioco ed il suo movimento che induce il portiere della Spal Gomis ad atterrarlo.

Ora Montella non può più farne a meno. Per la ruvida sfida contro la Sampdoria, il Milan ha bisogno del suo genio silenzioso, per mettere in difficoltà i centrali di difesa blucerchiati, presumibilmente nelle fattezze di Silvestre e Regini. Due difensori forti fisicamente, ma che potrebbero soffrire l’intelligenza di Kalinic e l’imprevedibilità di Suso. Lo spagnolo è il prescelto per affiancare il croato nel tandem d’attacco contro i liguri, come nel match contro l’Udinese. La gara contro i friulani portò tre punti e tante certezze, una di queste è Nikola Kalinic.