Ha preso quasi un mese di schiaffi, tra la gara di Benevento e il derby di Coppa Italia. Poi Rino Gattuso ha sterzato e non perde più. Il Milan gli assomiglia sempre di più. E soprattutto non conosce battute d’arresto. Dal pareggio di Firenze del 30 dicembre alla trasferta con poker di Ferrara di sabato scorso, i rossoneri hanno inanellato una striscia di sei risultati utili consecutivi, frutto di due pareggi e quattro vittorie. Non accadeva dall’autunno 2016, quando Vincenzo Montella riuscì a partire col piede giusto, comprendendo la vittoria per 1-0 sulla Juventus targata Locatelli.

Le statistiche sono lì a dire due cose. La prima è che il Milan può comunque ancora giocarsi qualche timida chance per la corsa al quarto posto, ma sicuramente è pieno sprint per l’Europa League. La seconda è che questa squadra ha fatto registrare una crescita importante, nei singoli e, soprattutto, nel gruppo. Se volessimo anche solo minimamente ridimensionare il ciclo di Gattuso, possiamo affermare che il calendario ha giocato dalla parte dei rossoneri. Ma è altrettanto vero che la sosta di metà gennaio poteva essere una bomba più che una semplice insidia. Tutto è stato scansato alla perfezione e affrontato con la giusta mentalità.

E ora? Ora c’è la prova del nove. Da questa settimana la squadra inizierà a giocare ogni tre giorni per andare avanti in Europa League, per proseguire la scia positiva in campionato e per preparare al meglio una semifinale di ritorno di Coppa Italia che a Roma, contro una Lazio in leggero calo (almeno di risultati), vedrà il Milan giocarsi più chance di risultato degli avversari (col pareggio passerebbe la squadra di Gattuso). Tutto è aperto. Basta non accusare ora cali di tensione. Ma su questo Ringhio dovrebbe essere una garanzia. Se poi pescasse pure qualche jolly dal mazzo (André Silva?), allora il popolo milanista potrebbe tornare a sorridere.