Non importa se i dubbi sollevati su queste pagine ormai da due anni trovino oggi un minimo di fondamento nei fatti drammatici che stiamo raccontando in queste ore. E non importa nemmeno osservare e leggere commenti da parte delle “vedove” di una proprietà fantasma, forse troppo frettolose nel suonare la grancassa per poi trovarsi davanti ad un epilogo da film dell’orrore. Ora è il momento di guardare solo ed esclusivamente all’interesse del Milan, in quanto squadra. Sarà difficile concentrarsi sul ritiro di lunedì prossimo, ma è l’unica modalità per stare realmente vicino ai colori rossoneri.

Sulle macerie che questa gestione avrà provocato è preferibile lasciar piangere chi ha creduto troppo superficialmente a tutto quello che ci è stato propinato. Le opinioni sono opinioni e sono oggetto di discussione. I fatti, quelli no, non sono controvertibili. Oggi è tempo fare quadrato ed evitare di cascare in trappole mediatiche dove sono caduti in troppi, anche tra quelli più insospettabili. E’ avvilente, ma tra due giorni sarà bene portare tutto il sostegno possibili a Rino Gattuso, che in un ipotetico processo a questo Milan potrebbe tranquillamente costituirsi parte civile. Abbiamo una maglia, tutta nuova, da ammirare e indossare ancora con orgoglio in nome di una storia che non saranno prestanome o panini alla mortadella a sporcarla.

Poi ci sarà anche tempo per istituire tribunali, non quelli sportivi, per andare fino in fondo alle responsabilità di chi ci ha portati fino a questo punto così basso. I colpevoli magari non verranno mai fuori, soprattutto quando si è abilmente buttato tanto fumo negli occhi dei tifosi, prima, e degli addetti ai lavori, dopo. Ogni cosa avrà il suo tempo. Anche a costo di mobilitare il “vero” popolo rossonero per riprendere in mano quella dignità che da più parti è stata presa a calci.