Vincenzo Montella, dopo la pesante sconfitta per 4-1 contro la Lazio, ha deciso di dare la svolta alla stagione del Milan passando dal tridente offensivo alla coppia d’attacco, alternando costantemente Suso, Kalinic, Cutrone e A. Silva. Si pensava che il Milan con le due punte potesse avere maggior peso offensivo, maggior spinta e creare maggiori occasioni da rete nel corso dei match. Ma le partite contro Sampdoria e Roma hanno evidenziato l’esatto opposto, mostrando i numerosi limiti tattici del nuovo sistema di gioco.

Nel match di Marassi contro la Sampdoria il Milan non ha realizzato neppure un tiro nello specchio, non rendendosi mai davvero pericoloso. Suso, inserito dal tecnico nella coppia d’attacco al fianco di Kalinic, non è stato mai incisivo sembrando del tutto spaesato nel nuovo ruolo assegnatogli. Non faceva da collante tra il reparto offensivo e il centrocampo, troppo spesso fuori dal gioco e di scarso appoggio a Kalinic. Nel match contro la Roma a San Siro, Montella ha optato per la coppia Kalinic-A. Silva. Ma il risultato, nuovamente, si è dimostrato non soddisfacente. Pur creando maggiori occasioni, gli attacchi rossoneri sono sembrati disordinati e improvvisati, frutto di giocate individuali. Troppa poca profondità proposta sia da Kalinic sia da A.Silva, che hanno impedito a Biglia di cercare la verticalizzazione alle spalle della retroguardia avversaria.

In questo momento, chi sembra aver risentito maggiormente il cambio di modulo è Suso, indubbiamente il giocatore di maggior talento del Milan. L’esterno spagnolo non riesce più a sfruttare le sue migliori qualità, ovvero saltare l’uomo creando superiorità numerica, come accadeva nella passata stagione che lo vedeva partire da destra per poi accentrarsi e andare alla conclusione o fornire assist per i compagni.