Laureatosi in Giurisprudenza nel 2015, Giovanni D’Avino è giornalista pubblicista dal 2016. Praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere, nel dicembre 2012 entra a far parte di SpazioMilan.it, per il quale attualmente svolge il ruolo di Coordinatore di redazione. Da qualche anno collabora anche con il settimanale calcistico Corriere del Pallone.

E’ stata una settimana tutto sommato tranquilla quella vissuta dalle parti di Milanello, sebbene mister Vincenzo Montella sia stato costretto a lavorare con ranghi fortemente ridotti dalla partenza di ben sedici giocatori (diciassette se consideriamo anche il giovane Gabbia) verso i cinque continenti, per rispondere alle convocazioni e scendere in campo, chi più chi meno, con le rispettive Nazionali. Tra coloro che hanno giocato di più, troviamo in particolare Ricardo Rodriguez, Calhanoglu, Kessié e Andrè Silva, dei quali sarà fondamentale capire la tenuta fisica in vista della delicatissima sfida di questo pomeriggio contro la Lazio, primo vero “esame del nove” per il nuovissimo Milan cinese. Peccato non possa far parte della trasferta capitolina un Andrea Conti che stava decisamente salendo di condizione: l’ex atalantino è stato – fortunatamente – l’unico tornato dagli impegni internazionali con un infortunio (alla caviglia), che però non dovrebbe tenerlo ai box oltre il match dell’Olimpico. Tuttavia, in una settimana, dicevano, tutto sommato tranquilla, c’è stato un episodio che ha catturato l’attenzione di chi scrive.

Lo scorso giovedì, La Gazzetta dello Sport ha dedicato molte pagine dell’edizione cartacea ad un interessante dossier intitolato “I Re di Denari”, nel quale ha scandagliato le rose delle venti compagini di Serie A per fare un resoconto sugli stipendi di tecnici e allenatori. Nella speciale classifica stilata sulla base dei monti ingaggi del nostro campionato, domina incontrastata la Juventus con 164 milioni, seguita dal Milan a quota 107. Del resto, dopo un’estate fatta di grandi colpi di mercato, era facilissimo prevedere che il club rossonero sarebbe stato dietro solo alla corazzata bianconera. Non è pertanto, questo, l’elemento che ha catturato l’attenzione dello scrivente.

Andando, infatti, a focalizzarsi sul Milan, non poteva non balzare all’occhio il fatto che Suso sia attualmente il quartultimo giocatore del Milan per stipendio annuale. Dietro di lui soltanto Gustavo Gomez e tre giovanissimi, che fino a poco fa militavano in Primavera: Manuel Locatelli (stesso stipendio del paraguaiano), Davide Calabria e Patrick Cutrone. A lasciare francamente basiti non è tanto la distanza siderale che separa l’ingaggio di Suso da quello dei compagni più pagati della rosa: sappiamo bene perchè Bonucci guadagna 7.5 milioni e Donnarumma sei. Quanto piuttosto il fatto che l’ex Liverpool, autentico protagonista dell’ultima stagione e della prima parte di quella attuale, guadagni gli stessi soldi di Storari e Antonio Donnarumma – secondo e terzo portiere – e addirittura meno di Josè Mauri, uno che ogni anno incassa da Via Aldo Rossi 1,4 milioni di euro e che, di contro, ha disputato in rossonero “la bellezza” di dodici partite, la stragrande maggioranza delle quali per piccoli spezzoni…

Per concludere, è evidente che col rinnovo ormai imminente, Suso otterrà finalmente quanto ha pienamente meritato con le sue prestazioni in campo (si parla di circa tre milioni di euro l’anno – diventerebbe di colpo il quarto giocatore più pagato del club); è altrettanto evidente però che il suo paradossale caso dimostri come negli ultimi anni più di qualche errore nella gestione economica del club c’è stato eccome

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