Leonardo Bonucci è sempre uno dei calciatori più chiaccherati, di quelli che non si nascondono e si raccontano a tutto tondo, tra famiglia, vita privata e campo E' esploso ai tempi del Bari di Ventura, al fianco di Andrea Ranocchia. Della coppia difensiva, Bonucci era considerato il meno valido eppure è diventato una colonna della Juventus per poi trasferirsi, clamorosamente, al Milan, diventandone subito capitano. Nel passato di Leo, però, c'è un altro trasferimento che, se si fosse concretizzato, gli avrebbe senz'altro cambiato la carriera: «Il primo anno alla Juventus, quando spesso andavo in panchina e non ero contento del rendimento. Stavo per trasferirmi a San Pietroburgo, lì ( mia moglie, ndr) mi è stata vicina ed è stata fondamentale». Era lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, quello che si laureò 2 volte di seguito Campione di Russia. Bonucci rimase alla Juventus e sfiorò la vittoria della Champions nella finale contro il Real Madrid, ma ci tiene a sottolineare, ai taccuini di Vanity Fair: «Ma non c’è niente di vero in tutto quello che è stato scritto riguardo all’intervallo della finale di Champions». E guarda avanti, al futuro del calcio italiano e al suo personale domani: «Penso che avrebbe bisogno di persone come Tommasi, Maldini, Costacurta. Gente che conosce bene questo sport, che è stata una bandiera del movimento. Io voglio provare a fare l’allenatore. Ma prima, a carriera conclusa, voglio farmi qualche bel viaggio con tutta la famiglia. Prima tappa, il Perù».
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