Milan: l'esonero di Montella maturato per volontà di Mirabelli e Fassone dopo una notte di riflessione. L'ok definitivo è arrivato dalla Cina direttamente con una mail: così Yonghong Lì ha silurato il tecnico Marco Fassone c'ha pensato tutta la notte di ieri, ha dormito poco e alla fine ha deciso: Vincenzo Montella andava esonerato. Una scelta figlia dei risultati che l'amministratore delegato del Milan cullava in seno già da un po' di settimane, consigliata soprattutto dal direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, che più volte in pubblico aveva già avvertito l'allenatore rossonero... Di chi è stata la decisione finale, a conti fatti? Probabilmente di tutti, anche se, nella primissima mattinata di ieri, l'ok finale è arrivato direttamente dalla proprietà cinese. A raccontare il retroscena, stamane, La Repubblica, che svela come il via libera all'esonero di Montella da parte del presidente Yonghong Lì dalla Cina, sia arrivato semplicemente con una e-mail. Lì ne avrebbe prima discusso telefonicamente con Fassone quando in Italia era ancora notte, poi avrebbe inviato la mail che ha esonerato Montella... La vicenda dell'esonero del tecnico napoletano, non un fulmine a ciel sereno, nonostante effettivamente lui non ne fosse a conoscenza fino all'ultimo minuto (leggi anche: Milan, Montella sorpreso: «Non me l'aspettavo»), segna comunque una nettissima distinzione tra le scelte operate in Italia e le indicazioni cinesi. Una vera e propria diarchia nella sostanza: da una parte il duo Montella-Mirabelli, dall'altra invece l'entourage cinese guidato appunto da Yonghong Lì. La dirigenza italiana già da un po' progettava il cambio: Montella, scelto nel 2016 dall'allora amministratore delegato Adriano Galliani, senza un vero e proprio via libera di Silvio Berlusconi (che avrebbe preferito puntare su Maurizio Sarri) era stato confermato con l'avvento della nuova proprietà cinese proprio su suggerimento di Fassone e Mirabelli (con tanto di prolungamento di contratto). Le cose però da quel momento sono cambiate a causa dei risultati e della pressione data dai 220 milioni di euro spesi sul mercato: Montella forse non ha saputo reggere alle aspettative, un po' come anche la dirigenza rossonera, che ha dovuto cambiare rotta in corso d'opera.
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