Giovedì sera, in occasione della seconda giornata del gruppo D di Europa League, il Milan affronterà a San Siro il Rijeka. I croati, che due nel primo turno della fase a gironi dell’ex Coppa Uefa avevano perso due a uno contro l’Aek Atene, nel loro campionato, sono reduci da un pareggio esterno e occupano la seconda posizione della classifica. Ciononostante, se affrontati con la giusta grinta e con la giusta mentalità, gli uomini di Matjaz Kek palesano gravi limiti e possono essere superati senza troppi problemi.

Punti di forza: le ripartenze.
Nel caso in cui il Milan scendesse in campo con superficialità e continuasse a evidenziare problemi in fase di non possesso e in fase di recupero palla, i croati potrebbero rendersi più pericolosi del previsto. Qualora i rossoneri non facessero filtro in mediana e si sbilanciassero troppo, l’HNK potrebbe riuscire a ribaltare il fronte e ripartire in contropiede, sfruttando le doti di Héber, prima punta resistente, che ha iniziato la stagione con sei gol e tre assist, e la rapidità dei due esterni d’attacco, che dovrebbero essere Kvrzic e Gavranovic.

Punti deboli: la difesa.
Nel cuore del terreno di gioco, pur potendo contare su giocatori capaci di svolgere una buona fase di contenimento, il Rijeka non dispone di centrocampisti capaci di eccellere dal punto di vista del dinamismo. Ecco allora che, con il trascorrere dei minuti, non appena i tre mediani andassero in difficoltà in fase di non possesso e sotto l’aspetto tattico, potrebbero presto uscire le pecche di una retroguardia giovane, poco esperta, debole sotto l’aspetto della comprensione dello sviluppo delle azioni e non in grado di garantire stabilità a lungo termine.

Giocatore chiave: Héber.
Prima punta capace di svariare su tutto il fronte, il brasiliano è un attaccante rapido, in possesso di un buon senso del gol. Nel caso in cui avesse qualche palla gol a propria disposizione o potesse usufruire di spazi, potrebbe risultare letale.