Processo al Milan dopo la sconfitta con la Sampdoria: Mario Sconcerti, nel suo consueto editoriale del lunedì, non le manda a dire. I rossoneri non sono squadra e su Montella: «Colpa sua? Sì e no...» Dopo sei giornate ed un paio di sconfitte, si può già tracciare più o meno l'identikit del Milan di Vincenzo Montella. Ammesso e non concesso che i rossoneri abbiano davvero un'identità definita, cosa di cui in questo momento molti dubitano. Ne dubita anche il giornalista Mario Sconcerti che stamane, con il suo consueto editoriale sul Corriere della Sera, torna ad affondare il colpo sul Milan e (nemmeno troppo) su Montella. «La mia impressione è che si sia dentro un equivoco - scrive il decano dei giornalisti italiani - . Si pensa che spendendo molto si compri sempre il meglio: è verosimile, non automatico. Il Milan ha scosso in modo potente il calcio italiano durante l'estate, direi perfino l'editoria sportiva. Ha rilanciato volontà di espansione e fatto dimenticare i limiti. E i miracoli sono come i mostri: se ti affacci su di loro alla fine avvengono. Il Milan è stato eccezionale e rapido, ha saccheggiato l'Europa per rifondarsi ma era abbastanza implicito fosse difficile». https://www.instagram.com/p/BZbIn6IH1Ss/?taken-by=acmilan Secondo Sconcerti, che ha già criticato il Milan settimana scorsa (leggi anche: Sconcerti sul Milan: «Squadra leggera»), però i rossoneri non sono squadra e l'allenatore, per il momento, non ha ancora inciso sulla squadra: «Non ci sono quindici grandi giocatori in Europa, quelli che ha preso il Milan abbiamo dovuto illuderci tutti fossero quelli giusti, ma sentivamo che mancava qualcosa. C'era qualità, non grandezza». Ed ancora: «Colpa di Montella? In generale no, nel particolare certamente. Quando una società denuncia, come fatto ieri, una complessiva mancanza di impegno, denuncia una mancanza di controllo da parte del suo dirigente allenatore, che lo voglia o no. Siamo all'anticamera della crisi... Tocca a tutto il Milan evitarla. Dare responsabilità a Montella sarebbe una piccola vigliaccheria. Il Milan è un'ottima squadra, non una grande squadra. C'è stata propaganda intorno al Milan, non scienza. La stagione comincia adesso che ne sono tutti consapevoli».
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