La prima “bomba” l’ha sganciata su Gianluigi Donnarumma: “Con la Juve non sbaglia mai… A Gigio non posso dare consigli perché non vivo la sua situazione, non so la connessione emotiva che può avere col Milan. In maniera asettica, potrei dirgli due cose, come ho già fatto in Nazionale, però quello che fa la differenza è ciò che ti vibra dentro l’anima“. La seconda “bombetta” su Leonardo Bonucci: “A Leo voglio bene come a un fratello, perché anche nei suoi eccessi mi piace tanto. Ha valori sani e, messo in un certo contesto, è un punto di forza. Una risorsa incredibile. L’ambiente Juve era perfetto per lui: mi è dispiaciuto sia andato via perché sembrava la scelta di un uomo impulsivo e orgoglioso. Ogni tanto, parlando, gliel’ho detto: lui mi ha risposto che non è stato impulsivo, ma ha fatto una scelta ponderata. Leo vive di sfide, aveva bisogno di riaccendere il fuoco con una scelta forte e impopolare. Lo rispetto, ma mi è dispiaciuto e credo dispiaccia molto ancora adesso anche a lui”.

Gianluigi Buffon non è uno che parla a caso. Soprattutto negli ultimi mesi di una carriera costellata dai successi. Non è un caso, dunque, che il portiere-capitano della Juventus e della Nazionale abbia voluto parlare oggi, primo giorno dell’anno di uscita dei giornali, al principale quotidiano sportivo italiano. E l’abbia fatto citando i casi più spinosi che riguardano il Milan: il futuro di Donnarumma e le difficoltà di Bonucci. Uno che forse un giorno potrebbe accarezzare l’idea di ereditare il posto di Buffon alla Juve e in Nazionale, un altro che di Juve ne sa tanto e che ha lasciato i colori bianconeri con una scelta “impopolare” come l’ha definita proprio il suo ex compagno di squadra. Due indizi che aprono tanti scenari, fin qui magari solo sussurrati.

E’ difficile oggi ipotizzare come finirà la telenovela Donnarumma. Di certo, la Juventus ha scelto l’erede di Buffon assicurandosi, anche pagandolo bene, Wojciech Szczesny. Ma tutto può succedere, visti i buoni rapporti tra Mino Raiola e Beppe Marotta (vedi gli affari compiuti su Paul Pogba). Su Bonucci il discorso è più complesso. Leo si è imbarcato nell’avventura rossonera, accettando un super ingaggio, che nessuno oggi probabilmente gli offrirebbe, e caricandosi l’onere della fascia di capitano. Alla Juve ha lasciato tanto amaro nella bocca dei tifosi e, soprattutto, è rimasto Massimiliano Allegri, col quale i rapporti si erano irrevocabilmente incrinati. Un ritorno bianconero è lo scenario oggi più improbabile. Ma le parole di Buffon, da amico, ex compagno di reparto ed ex capitano di sei scudetti, suonano come un invito a riflettere. Anche se alla Juve i cavalli di ritorno non hanno mai lasciato ricordi migliori dei momenti da purosangue.