Escluso a sorpresa dai convocati Nikola Kalinic. Reo di aver tirato il freno a mano in allenamento soprattutto dopo aver capito (dalla divisone delle pettorine) che contro il Chievo avrebbe giocato Cutrone davanti. Gattuso l’ha prima ripreso, e ad allenamento concluso, ha deciso di non convocarlo comunicando la scelta al croato e alla squadra. Un segnale. All’ambiente e non solo ai giocatori. Avrebbe potuto anche portarlo e non farlo giocare, ma così Gattuso ha scelto di aprire e rendere pubblico un caso. E lo ha fatto senza paura delle conseguenze, come dire “come me gioca chi merita”. Nonostante rispetti – e non poco – il Chievo: adesso il Milan dovrà a maggior ragione vincere. Per dare un senso alle scelte, al coraggio di Gattuso e alla rimonta in campionato. Battere il Chievo prima della sosta, per recuperare punti a chi sta davanti, energie in vista delle sfide contro Juve, Inter, Sassuolo e Napoli ed infortunati come Abate, Calabria ma soprattutto Romagnoli che per un affaticamento salterà Chievo e chiamata in azzurro.  La Champions è a un passo. Il pericolo Chievo dietro l’angolo. Servirà il vero Milan. Per dare – dopo l’esclusione di Kalinic – un altro segnale. Stavolta al campionato.