È un odi et amo destinato a far parlare di sé anche nel calcio femminile quello tra il Milan e la UEFA. Il perché è presto detto: dalla prossima stagione il club di via Aldo Rossi avrà la sua prima squadra rosa, come da nuovo regolamento della FIGC. Nessuna affiliazione, però, con le Milan Ladies (confermate nella prossima Serie B e di cui continueremo a parlarvi), bensì l’acquisizione della licenza del Brescia, protagonista dell’ultima stagione di A in cui ha mancato per un soffio sia la conquista dello scudetto (perso nello spareggio con la Juve) che la Coppa Italia. Cosa manca, allora, per l’ufficialità? La risposta dell’organo europeo. Al Diavolo, le cui trattative per l’approdo in A sono state portate avanti in primis dal direttore dell’organizzazione del settore giovanile Alberto Celario, interessa parecchio la partecipazione alla prossima Champions League che il Brescia ha maturato sul campo.

Ma non è sufficiente l’acquisizione della licenza: nella Champions femminile, infatti, ogni club ha un numero di matricola di cui il Milan potrebbe entrare in possesso solamente con l’acquisizione dell’intera società bresciana. Naturalmente ad un prezzo superiore. Le preiscrizioni alla prossima coppa, chiuse ufficialmente giovedì scorso, sono state appena prolungate di una decina di giorni. E il Brescia? In questo modo sparirà, al momento senza la prospettiva di ripartire da zero. E nel caso in cui la UEFA rigettasse la richiesta di passaggio della matricola? Le Rondinelle, non più in grado di affrontare costi di gestione così alti, si ripresenterebbero con la Primavera, mentre il Milan (che sarà sotto l’egida della responsabile Elisabet Spina) potrebbe accontentarsi della licenza – meno onerosa – della neopromossa Orobica Bergamo.

L’Orobica, coincidenza, aveva avuto la meglio nell’ultimo girone B della Serie B sull’Inter e sulle Milan Ladies, che per qualche tempo hanno anche accarezzato l’idea di stringere qualche partnership con il club di Yonghong Li. E invece, come detto, al 99% la prescelta sarà Brescia, con buona pace del presidente Giuseppe Cesari: “Sono 33 anni che ho costruito questa squadra, dall’oratorio alla Champions League. Ho tanto di quel rammarico addosso che è impossibile descriverlo. È già due o tre anni che sto dicendo queste cose, ma purtroppo la gente ha pensato che sarei andato avanti comunque – le sue parole al sito ladycalcio.com –. Al sindaco avevo chiesto di riunire gli industriali, così con 400 mila euro si poteva fare un programma a lungo termine e si sarebbero svolti fior di campionati”. E se le giocatrici bresciane stanno già facendo i primi provini a Milano, il pensiero va alle maestranze che si sono ritrovate senza lavoro quasi da un giorno all’altro.