Terzo posto e serie B nazionale il prossimo anno, il sogno di inizio campionato del Football Milan Ladies è diventato realtà. In attesa dell’ultima gara di domenica contro il Marcon le parole dell’allenatore rossonero e maestro d’orchestra per questa stagione, Mister Mario Reggiani in esclusiva per SpazioMilan.it.

Credits: Ufficio Stampa Football Milan Ladies

-Come ha vissuto personalmente la settimana prima della gara con il Real Meda?

“È stata una settimana di sicuro particolare. Ho ritenuto che fuorviare le ragazze spacciandola per routine non sarebbe stato utile, avrei avuto la credibilità di un lombrico. Di conseguenza, d’accordo con tutto lo staff, abbiamo impostato il lavoro dichiarando apertamente: “siamo vicini al nostro sogno, e allora godiamocelo per tutta la settimana!” Le ragazze hanno risposto andando concentrate a mille, ma col sorriso.”

-Che lavoro ha fatto per non mettere troppa pressione alle ragazze?

“In realtà abbiamo mantenuto una linea abitudinaria di struttura settimanale, aumentando le situazioni competitive rispetto a quelle didattiche: un modo più divertente per ripassare i nostri concetti”

-Cosa ha pensato al triplice fischio?

“Devo dire la verità, non ho pensato. Ho festeggiato più per induzione che non per coscienza. È come se fossi andato in black out, e di questo i miei amici mi hanno scherzosamente bacchettato”.

-E la mattina seguente?

“A dir la verità non realizzo ancora, sto pensando solo al Marcon. Probabilmente capirò veramente che ce l’abbiamo fatta al termine della partita. Tra l’altro, essendo a lezione a Coverciano, tempo per pensare purtroppo (o per fortuna) non ce ne è stato”.

-C’è stato un momento durante la stagione in cui ha temuto di non raggiungere il terzo posto?

“Sarei bugiardo a dire di no. Ma più per la costanza delle avversarie che non per noi. Il nostro gruppo ha lavorato dal 18 agosto senza tregua, e come dico sempre alle ragazze “mai mi son fidato di una squadra come di questa”. Però quando vedi che Orobica, Inter e Meda continuano ad andare dritto e sai di dover fare altrettanto, ti viene il dubbio di riuscirci. Ci ha aiutato ragionare gradino per gradino”.

-Dopo un girone d’andata con numeri incredibili (8 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta) avete avuto qualche stop in più in quello di ritorno. Un calo, seppur minimo, normale?

“Credo che tenere i numeri dell’andata fosse fin troppo, i numeri del ritorno già li classifico come molto soddisfacenti. E dirò: i passi falsi, se si possono chiamar così (Como e Azalee, si son dimostrate avversarie di livello e non hanno rubato nulla) son stati taumaturgici nel ricordarci che nessuno ci regala nulla e che ci dobbiamo conquistare tutto da soli senza contare su nessun aiuto. In particolare la brutta debacle con l’Orobica è stata salutare: non ci siamo molto interrogate sui perché e per come sia successa, ci siamo semplicemente dette che non eravamo noi “quella roba li” e di riprendere il cammino. Nove risultati utili dopo, si può dire che siam state di parola”.

-Domenica ultima partita in casa col Marcon, sarà difficile mantenere la concentrazione?

“Penso che se una squadra voglia dimostrarsi matura, debba tenere alto il livello fino all’ultimo senza fanfaroneggiare, anche se so già che sarò bersaglio delle mie ragazze dopo questo termine. A inizio anno ci siamo posti come obiettivo tecnico 50 punti e ci teniamo ad andarli a prendere e, possibilmente, superare”.

-Ultima domanda, domenica farà il girò di campo con lo striscione di Super Mario che le hanno dedicato?

“Che dire: generalmente non mi piace mettermi in mostra, ma credo di doverlo all’amico che me lo ha preparato a tradimento. Pagherò questo pegno volentieri”.