Suso Milan

MILANO - Jesús Joaquín Fernández Sáenz, per tutti Suso. Lo spagnolo sta incantando con il Milan nonostante il cambio di modulo, lui però non sembra soffrirne. "Sono abituato alla filosofia spagnola. Noi siamo elastici, invece qui o fai l’esterno o fai la seconda punta. Mi sento più libero come esterno destro, ma faccio quello che mi viene chiesto e credo di poter essere utile anche come seconda punta. Nessun problema", queste le parole rilasciate al Fatto Quotidiano in risposta alle evenutali difficoltà con il 352. Ha voluto parlare del suo travagliato passato, sempre con la valigia in mano; l'aria di Liverpool non gli piaceva più. Poco Milan prima del Genoa, ma dopo l'esperienza in prestito al grifone, fu Berlusconi a rivolerlo fortemente . "Al Liverpool, a un certo punto, mi resi conto che non era più il mio ambiente. Ero il primo a non crederci più, e se sei giovane e non ci credi allora è finita. Meglio cambiare aria. Inzaghi mi ha visto poco. D’estate ho chiesto di giocare o di andare in prestito: per Mihajlovic, dopo la prima partita, sono scomparso. Così sono andato al Genoa. Berlusconi mi notò dopo un’amichevole con la Reggina. Feci due reti. In effetti giocai bene” Ci ha tenuto a parlare anche dei difficili esordi, su tutti la prestazione contro la Lazio in casa "L’anno scorso ho fatto bene, ma ricordo che contro la Lazio in casa andai male. Ero stanco morto e Montella mi ha tolto. Giustamente. Rientrato nello spogliatoio, ho pensato: ‘Oggi hai proprio giocato male!" Promette amore per i colori rossoneri, rinnovo vicino e parole al miele per la società che nutre molta fiducia in lui. "Sto benissimo al Milan e Montella è molto bravo. Ogni volta che mi arrivava una proposta, andavo dalla società e dicevo: “Mi vuole il Napoli”. E loro: “Tu resti qui”. E io: “Ottimo, è quello che desidero pure io”. Se ti chiamano Real e Barcellona fai molta fatica a dire di no. Scherzo. Il Milan ha sempre detto di volermi tenere e io ho sempre detto di voler restare qui”.  Ha chiuso con una battuta su una strana fissazione degli italiani "Comunque c’è una cosa che, di voi italiani, capisco poco: l’ossessione per il Fantacalcio“.

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