Il Milan ha ritrovato il suo dieci? Probabilmente sì, almeno dal punto di vista della raffinatezza. Hakan Calhanoglu è diverso rispetto agli ultimi titolari di quella maglia (Kevin-Prince Boateng e Keisuke Honda) e piace ai tifosi per la fantasia che, al contrario, ricorda di più qualche vecchio proprietario della dieci (Rui Costa e Clarence Seedorf). Il turco ex Leverkusen mette insieme tante caratteristiche e regala spettacolo, soprattutto quando è in stato di grazia.

Ieri contro il Verona ha regalato grande calcio nei primi venti minuti, con tiri, dribbling, scatti e scambi. Il gol, un destro a fil di palo, ha fatto bruciare i guanti a Silvestri, guadagnando i complimenti di Rino Gattuso: “E’ un valore aggiunto per questa squadra, ha grandi margini di miglioramento“. Il tecnico del Milan ritiene Calhanoglu un po’ una sua creatura, avendolo tirato fuori dal guscio. I numeri certificano lo stato di grazia.

Ieri il turco del Milan ha creato due occasioni, realizzato 50 passaggi positivi, sei recuperi, tre cross e un dribbling. Ha segnato col Verona, ma aveva segnato anche domenica scorsa a Bologna, fornendo l’assist del raddoppio a Giacomo Bonaventura. Ora è arrivato a sette reti, compresi due gol in Europa League, lo stesso score della scorsa stagione in Germania dove poi sparì da febbraio per squalifica. Forse le difficoltà al suo arrivo a Milano si devono anche alla condizione atletica modesta e all’impatto con una nuova realtà che necessitava un fisiologico periodo di ambientamento.