Tutto in una notte. Una partita per mettere in archivio trionfalmente una stagione nata sotto buoni auspici, proseguita male e aggiustata in corsa, con tutti gli ingredienti possibili: mercato roboante, ritorno in Europa, esonero dell’allenatore, arrivo di un nuovo tecnico, infortuni, fibrillazioni societarie. Insomma, il Milan in questa annata non si è fatto mancare proprio nulla. Eppure dopodomani sera, all’Olimpico di Roma, si giocherà contro la Juventus la possibilità di alzare al cielo un trofeo. Esattamente come accade nella passata stagione quando, a dicembre 2016, la squadra allora allenata da Vincenzo Montella riuscì a spuntarla ai rigori proprio contro la Juve nella Supercoppa Italiana giocata a Doha.

Come sottolinea oggi il Corriere della Sera, la finale di Coppa Italia può davvero cambiare il destino del Milan. Intanto perché un trofeo è sempre un trofeo. Poi sarebbe il primo successo in bacheca per la nuova proprietà cinese, così come sarebbe il primo trofeo da allenatore per Rino Gattuso. Ma soprattutto chiuderebbe il discorso sulla prossima stagione, qualificando il Milan direttamente alla fase ai gironi dell’Europa League. A quel punto, un successo mercoledì renderebbe praticamente ininfluente l’atteso scontro diretto di domenica prossima a Bergamo contro l’Atalanta, in lotta proprio per l’accesso all’Europa League dal sesto posto.

Il compito è delicato. La Juventus, in teoria, arriverà a Roma con la testa più libera da eventuali insidie del campionato, visto che col pareggio di ieri del Napoli contro il Torino, ha messo in bacheca il settimo scudetto consecutivo. Però il Milan sabato col Verona ha finalmente fatto molto bene, mostrando smalto sia a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale, seppur contro una piccola squadra che da sabato è matematicamente retrocessa in Serie B. Le vittorie portano comunque entusiasmo. E quest’aspetto ha trainato, domenica dopo domenica, la truppa di Gattuso fin dalla vittoria del derby di Coppa Italia, lo scorso 27 dicembre. Tutto in una notte, insomma.