Ventura Milan

[fncvideo id=160479 autoplay=true] MILANO - Giampiero Ventura è tornato a parlare. L'ex ct della Nazionale italiana, dopo il caos post sconfitta con la Svezia e conseguente non accesso ai Mondiali di Russia 2018 si espresso per la prima volta dopo tanti mesi di critiche e attacchi. Ecco le sue parole ai microfoni della Gazzetta dello Sport: "Non ho trovato un senso a questa esclusione. Ho sempre pensato che l'essere conti più dell'apparire e il mio progetto stava andando bene. Tutto ha funzionato fino alla Spagna, dopo quella gara è partita una demolizione senza precedenti, un delitto premeditato. Fino alla Spagna ho fatto l'allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il pungiball. Non sono mai stato ct, perché è una figura istituzionale rispettata e sostenuta come io non sono mai stato. Non me ne sono andato perché sentivo che nonostante tutto ce l'avremmo fatta. Dovevo dimettermi per tanti motivi. La doppia sfida con la Svezia? Sembrava non si aspettasse altro che una caduta. C'era un clima da resa dei conti. Bastava arrivare uniti, qualificarci e poi salutarci, cosa che avevo già preannunciato di fare. Insigne? Con me ha sempre giocato, ho fatto una valutazione in base all'avversario ma stia sicuro che se avesse giocato, il problema sarebbe stato El Shaarawy o un altro. Balotelli? Sarebbe stato convocato per le amichevoli contro Argentina e Inghilterra. Lavoravamo per farlo rientrare. Mi auguro che si torni a rispettare l'uomo Ventura oltre che il tecnico. Sulla correttezza e serietà nessuno può contestarmi e da lì riparto". Intanto, per il centrocampo, risalgono le quotazioni per il pupillo di Gattuso: CONTINUA A LEGGERE Seguici anche su: Facebook / Instagram / Twitter

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