Dopo la brutta sconfitta condita dalla sconcertante prestazione offerta a Marassi contro la Sampdoria, è stata una settimana movimentata e piena di colpi di scena per il Milan. Dalle dichiarazioni forti e dure dell’ad Marco Fassone nel post gara di Genova, alle polemiche e le ombre su Vincenzo Montella, passando per l’allontanamento del preparatore atletico Emanuele Marra (fedelissimo di Montella fin dai tempi di Catania) e arrivando alla controversa vittoria di Europa League contro il Rijeka, modesta squadra croata che stava riuscendo nell’impresa di uscire con un pari da San Siro dopo che all’85’ il Milan era avanti di due reti. Una settimana che terminerà con il primo crocevia fondamentale della stagione: il big match che domani alle 18 metterà di fronte Milan e Roma al Meazza. Una partita da non sbagliare assolutamente per non rischiare di trasformare quest’inizio di stagione in un incubo.

Certo, troppo spesso si esagera con i giudizi verso una squadra che ha cambiato tantissimo e ha bisogno di tempo per trovare la giusta amalgama. Troppe e ingenerose sono state le critiche verso alcuni componenti della squadra e anche verso i risultati, infondo il Milan ha comunque vinto dieci delle dodici partite disputate fin qui. Resta il dato di una squadra che ha sbagliato clamorosamente le gare in cui si alzava l’asticella della qualità delle avversarie. Lazio e Sampdoria hanno stravinto contro il Milan sia dal punto di vista del risultato, ma anche e soprattutto sotto il punto di vista della mentalità, del gioco e dell’organizzazione. L’aspetto che preoccupa non poco è la mancanza di reazione dopo gli schiaffi arrivati in momenti delicati della gara. A parte nella gara di giovedì in Europa League, che si spera possa rappresentare un punto da cui ripartire per trovare carattere e mentalità giusta, i rossoneri si sono sciolti dopo il primo gol subito sia a Roma che a Genova e da lì in poi hanno fatto addirittura peggio di quando la gara era ancora sul risultato di parità.

Il problema è sicuramente fisico con una squadra che ancora pare non essere al meglio della condizione e che durante la partita fatica a reggere il ritmo della gara per troppo tempo, soprattutto quando quest’ultimo si alza sensibilmente. Il divorzio da Marra, d’altronde, non può che essere visto in quest’ottica senza pensare troppo a retroscena impensabili. Alcuni dati, però, ci fanno capire che molto probabilmente un altro punto debole, forse quello principale, della squadra in questo momento è la tenuta mentale. Il Milan sembra essere ancora troppo fragile, troppo ingenuo e troppo vulnerabile sotto l’aspetto psicologico. Una prova di questo è, come detto prima, il non riuscire a reagire dopo che le partite si mettono in salita, il non dare segni di vita e il lasciare completamente campo agli avversari che, come accaduto contro Lazio e Samp, vanno a nozze con quel che resta in campo del Diavolo.

Ancor più preoccupanti, però, sono i gol che la squadra subisce. Dal primo gol subito in stagione in casa contro il Cagliari, infatti, ai due di giovedì sera contro il Rijeka, la maggior parte arrivano da incredibili errori di calciatori del Milan che perdono o regalano palla agli avversari. Forse non si tratta nemmeno di meccanismi difensivi, ma provate a pensare a quanti gol avrebbe preso il Milan senza i marchiani errori tecnici e di concentrazione. Forse solo i quattro contro la Lazio arrivano da azioni manovrate degli avversari e a difesa del Milan più o meno schierata. Con il Cagliari, infatti, ci pensò Frank Kessié a perdere palla in una zona del campo delicata e a scatenare gli avanti sardi. A Vienna Cristian Zapata si perde il calciatore austriaco e gli permette di trafiggere Donnarumma. Contro l’Udinese il Milan sta gestendo tranquillamente palla e partita, prima che Romagnoli regali palla a Lasagna che tutto solo batte Gigio. Poi, ancora a Genova Kessié perde palla a limite dell’area e Zapata sbaglia il rinvio e regala palla all’omonimo della Samp. Giovedì sera, infine, sono Bonucci e Romagnoli a fare la frittata e a permettere al Rijeka di riportare incredibilmente il risultato in parità. Errori incredibili, errori così tanto grossolani da far pensare che non potrà andare sempre così, ma che allo stesso tempo fanno riflettere sulla condizione mentale di questa squadra.

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