I dubbi delle banche su Yonghong Lì. L'inchiesta sulla cessione del club e un futuro in bilico: le ultime sul Milan Problemi su problemi per il Milan: la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta sul passaggio di consegne da Silvio Berlusconi a Yonghong Lì! Il patron cinese del club rossonero al momento rappresenta una vera e propria spada di Damocle sulla testa del club milanista: il patron ha investito tanto ma la sua presenza e i suoi possedimenti sono un vero e proprio mistero. Due grandi banche come Goldman Sachs e Bofa-Merril Lynch si sono tirate indietro e non sono entrate in un maxi-giro d'affari per il rifinanziamento del debito con il Fondo Elliott per «motivi reputazionali», ovvero na formula che nasconde due solide motivazioni: la volontà di non irritare il governo cinese dopo la stretta sugli investimenti nel calcio all’estero, ma anche i tanti dubbi attorno al nuovo patron milanista. Secondo "La Stampa" al momento la prospettiva che il Milan possa cambiare di nuovo patron sono concrete. I dubbi sono tanti. Il fondo Elliott ha in pegno il 100% del club rossonero in caso di mancata restituzione dei due prestiti, uno da 120 al Milan e uno da 180 a Yonghong Lì (383 milioni di euro con gli interessi da restituire entro ottobre) e starebbe già pensando al dopo (ufficialmente però è arrivata la smentita dello stesso Fondo di Paul Singer). Giovedì c'è stato un incontro tra il Fondo e i manager della squadra rossonera: i covenant (i parametri finanziari da rispettare a fronte dei prestiti) sarebbero al momento rispettati. Senza questi, Elliot può acquistare il Milan per poco più di 300 milioni, meno della metà di quanto investito da Lì. I rossoneri stanno incontrando delle difficoltà e l'unica soluzione per Lì è quella di trovare i soldi per rimborsare entro ottobre i prestiti al fondo Usa ma la situazione non è semplice.
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