Dopo l’esonero di Montella è tempo di andare avanti, con Gennaro Gattuso che si appresta a fare il suo esordio domenica in casa del Benevento. Molti, dal giorno della sua presentazione, hanno iniziato a discutere sulla possibile formazione o tattica del tecnico calabrese. Ora però tutto questo è passato in secondo piano, perchè i tifosi vogliono vedere dai loro calciatori lo spirito di sacrificio che forse in questa prima parte di stagione è mancato. Con uno come Gattuso in panchina è difficile non provare un senso di appartenenza immane nei confronti della squadra. Ringhio sa essere un motivatore come pochi, è uno che se non sudi e non corri fino al 90esimo probabilmente ti dirà: “Non hai dato abbastanza”. Possiamo definire Gattuso un guerriero, uno che non si è mai tirato indietro, uno che quando cadeva si rialzava prima che tu potessi porgergli la mano per rialzarlo, uno che non pensa alla vittoria come il traguardo più importante, ma dà molta più importanza al percorso che ti ha portato al traguardo finale.

“Dobbiamo scendere in campo da squadra, saper soffrire, essere quadrati, sacrificarci. Recuperare uno spirito battagliero, dare la sensazione di saper soffrire. Io non guardo la classifica in questo momento ma penso a preparare una partita alla volta: il Benevento per me è come la finale di Coppa del Mondo. A fine partita dobbiamo pensare che c’è la Champions League nello spogliatoio ad attenderci “.

Se uno risponde così ad un giornalista e non con le classiche risposte scontate, significa che forse la partita di domenica è davvero uno step fondamentale per il Milan e il suo allenatore, che ha confessato di essere cresciuto negli ultimi 4 anni in cui ha allenato. Possiamo definire Gattuso, nonostante la precedente esperienza sulla panchina del Milan, una scommessa. Come Zidane al Real Madrid, come in passato lo sono stati proprio sulla panchina rossonera Inzaghi, Seedorf e Brocchi. Domenica forse conterà non solo la voglia di lottare e sacrificarsi ma qualcosa di più, perchè quella con il Benevento è una partita cruciale per la stagione rossonera: vincere per rialzarsi. La curiosità è anche quella di vedere gli uomini che scenderanno in campo. Dalla conferenza di presentazione abbiamo capito diverse cose: Bonucci è capitano e resterà capitano, dietro giocherà con la difesa a 3, Andrè Silva è uno che piace al tecnico ma deve ancora maturare, Cutrone avrà molto spazio, forse anche per la sua fama, la stessa che aveva Ringhio ai tempi di calciatore. Una cosa è certa: Gattuso, come detto anche da Spalletti sulla sua Inter, considera tutti i suoi giocatori dei possibili titolari; dunque non importa chi scenderà in campo, saranno comunque 11 titolari. E con Gattuso, forse, rivedremo il Milan che si rispecchia nel proprio allenatore. Grinta, tenacia, forza: il mix perfetto per il sergente Gattuso.