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Campioni del Mondo di figli e figliastri

Campioni del Mondo di figli e figliastri
La libertà è la prima cosa, l’importante è che i giudizi non siano macchiati da pregiudizio e da partito preso. Roberto Mancini è sul banco degli imputati, per molti non andrebbe confermato dopo la dolorosissima (eufemismo) eliminazione dal Mondiale. Invece, ha già annunciato che la sua idea è quella di restare. E così sarà. Ventura era uscito con la Svezia, Mancini con la Macedonia del Nord che – ognuno è libero di pensarla come ritiene – non è proprio la stessa cosa. Tenendo conto che anche i gironi – a confronto – avevano un altro spessore, con tutto il rispetto che si deve alla Svizzera. Eppure nel giudizio complessivo Ventura resta e resterà un “mostro”, Mancini no perché esistono almeno tre categorie di persone che gli fanno da scudo.
Ci sono quelli che difendono Mancini con convinzione e li rispettiamo quando portano avanti un discorso tecnico: loro ritengono che molti sostituiti non siano alla stessa altezza, a maggior ragione se fosse un giovane alla prima esperienza, e sono sicuri che il lavoro vada portato avanti alla luce del trionfo europeo. Ci sono quelli che si cimentano per convenienza perché lo spirito critico in Italia fa rima con pigrizia, perché prima di muovere un appunto deve accadere qualcosa di inenarrabile come se quanto accaduto non fosse stato pazzesco.
E poi c’è la terza categoria, quelli difendono per gratitudine, per amicizia, la categoria meno attendibile. Sono gli stessi che in passato avrebbero potuto lavorare con Mancini nello staff e hanno detto no per cimentarsi da opinionisti oppure che speravano di giocare per Mancini in un club e si sono dovuti arrendere dinanzi al no di un presidente perché non era sufficiente il via libera dell’allenatore. Questi difendono a prescindere, non hanno motivazioni se non generiche e poco giustificate dall’ultimo evento. Magari saltano un congiuntivo, lo storpiano, lo calpestano oppure insultano o, ancora, fanno i filosofi: in Italia siamo messi anche così.
Quindi Mancini vada pure avanti, Gravina anche, come se nulla fosse accaduto. Ma una cosa è sicura: tra figli e figliastri siamo Campioni del Mondo. Un’ultima curiosità: se qualcuno fosse andato per 7 giorni in vacanza isolandosi da tutto il resto e avesse deciso di rientrare ieri, ascoltando live certi commenti sul ct carichi di miele si sarebbe chiesto: gli hanno già consegnato il trofeo che andrà a chi trionferà in Qatar? Invece, appena cinque giorni prima era accaduto l’esatto contrario. Fuori dal Mondo, eppure Campioni del Mondo di figli e figliastri.
Foto: Vivo Azzurro

L'articolo Campioni del Mondo di figli e figliastri proviene da Alfredo Pedullà.

AlfredoPedulla.com

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