Queste le dichiarazioni rilasciate, durante la conferenza stampa successiva alla sfida tra Benevento e Milan, da Rino Gattuso: “Lavoro con questi ragazzi da una settimana e abbiamo cambiato qualcosa. Avevo la sensazione che fossimo brillanti in campo, ma sapevo che, per giocare come piace a me, serve ancora tempo. Questa, in ogni caso, non deve essere una scusante. Non siamo stati belli da vedere, ma abbiamo provato a fare risultato fino alla fine. Era da cinque partite che il Benevento non meritava di perdere, abbiamo preso gol all’ultimo secondo. La fortuna va cercata. I cambi? Non riuscivamo a tenere palloni con i centrocampisti. Montolivo faticava, Biglia anche, l’unico che teneva qualcosa singolarmente è Kessié. Volevo portare una partita a casa e ho messo un difensore, anche se non ricordo di aver subito pericoli prima del loro pareggio. L’emozione? Sento tutte le partite, questa più di altre. Il calcio è la mia vita, non mi ero accorto nemmeno di essermi tolto la giacca. Cosa dobbiamo migliorare? Era da settembre che il Milan non faceva gol su azione, dobbiamo migliorare in queste cose. C’è una lunga strada da fare. L’espulsione di Romagnoli? Non ho visto le immagini, ma non mi piace parlare degli arbitri. Sono grandi professionisti e il loro lavoro è difficile, ci vuole grande preparazione e bravura. Se ci sia qualcosa da salvare? La settimana di lavoro, lo spirito e la voglia che ho visto. Il lavoro paga e, in questo momento, dobbiamo essere uniti, non serve tirare pugni e alzare la voce. Devo dare convinzione e serenità, stando insieme. Mancano ancora tantissime partite e nessuno è contento. Li ho visti disperati e si vede quanto ci tengano. Se oggi non avessimo preso gol da Brignoli, staremmo parlando anche di uno spirito diverso. Si riparte da qui. L’ultima parte di gara? Forse, non ne avevamo più e abbiamo spesso buttato via il pallone. Abbiamo subito gli avversari perché è subentrata la paura e questa cosa certamente è da migliorare. Negli ultimi sette o otto minuti, abbiamo smesso completamente e dobbiamo lavorare. Parte tutto dalla testa, però, dalla paura di poter perdere la partita. Le gambe, poi, sono di conseguenza. Gambe e testa vanno di pari passo, sono insieme. Se ti senti bene e sei brillante, giochi con spontaneità. Noi, invece, centelliniamo le energie e non diamo l’impressione di fare tutto con forza e con la testa lucida. Vincere oggi ci avrebbe dato convinzione, la vittoria non è arrivata, ma dobbiamo continuare a migliorare senza mollare. Il gol di Brignoli? Non ci avrei creduto nemmeno nel peggiore dei miei incubi“.