Il Milan è in procinto di affrontare la settimana più importante della sua storia contemporanea. Domani la Commissione Uefa si riunirà per esaminare e deliberare sul Voluntary Agreement chiesto dal club di Via Aldo Rossi. La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, ripercorre le date più importanti della scalata alla presidenza del Milan, da parte di Yonghong Li.

Era il 5 agosto 2016 quando Li Yonghong diventa l’uomo di riferimento del gruppo cinese che si apprestava ad acquistare l’intero pacchetto azionario del Milan. Decisiva l’esclusione di Gancikoff e di Galatioto dalla cordata. Le informazioni relative all’uomo d’affari cinese sono poche. Il 13 aprile 2017, dopo 31 anni di storia, finisce l’era Berlusconi. Dopo una trattativa estenuante, fatta di numerosi rinvii, Li Yonghong rileva il Milan. A sbloccare la vicenda è un prestito di 303 milioni contratto con il fondo americano Elliott.

Ad ottobre, in un’intervista al Guardian, Fassone dichiara di essere al lavoro per saldare il debito con Elliott già all’inizio del 2018. Il termine fissato dal fondo americano è ottobre 2018, con tassi d’interesse molto elevati. Sempre Fassone, confida negli introiti provenienti dalla qualificazione alla Champions League, senza i quali non ci sarebbero grossi investimenti sul mercato, col rischio di cedere top players. Il 9 novembre, l’Ad rossonero, con relativo ottimismo figlio dei numeri del Milan ritenuti a posto, presenta all’ Uefa la richiesta di Voluntary Agreement. In caso di multa dall’Uefa, potrebbe scattare la richiesta a Fininvest di condivisione. Il giorno successivo, Fassone vola a Londra per firmare un contratto di otto settimane in esclusiva con BGB. Entro otto settimane, l’advisor dovrà trovare un nuovo finanziatore del debito, da ripagare entro il 2023. Attualmente è in corso una due diligence (analisi dei conti) con Highbridge Capital Management, una banca d’affari americana.