Mentre la squadra fatica sul terreno di gioco, il Milan deve pensare anche al suo futuro finanziario, tra gli accordi con l'Uefa e le trattative con i fondi d'investimento L'anno della rinascita, del ritorno in Champions League, degli acquisti da capogiro, dell'ingresso trionfale in Europa League. Invece, la luna di miele è già finita e i buoi sono scappati dalla stalla. Anzi, sono lontani di preciso ben 13 punti, con Roma e Lazio che hanno pure una partita in meno. Il Milan si trova in una situazione che in pochi avrebbero previsto la scorsa estate: esonerato Montella, la soluzione interna figurante la persona di Rino Gattuso sembra quasi un palliativo per aspettare giugno. Persino la riconferma in Europa League - che forse non interessa così tanto alla società, da sempre attratta più dalla Champions - dista cinque punti, con la Sampdoria che occupa il sesto posto e ha già battuto il Milan per 2-0 nello scontro diretto di settembre. ORA I CONTI - E se il gol subito da Brignoli che è valso la rimonta subita nel finale della gara di Benevento è solo l'ennesimo episodio nella stagione tragicomica del Milan (la media-punti è passata dall'1.43 della passata stagione all'1.40 di quest'anno), c'è anche da pensare al voluntary agreement voluto con l'Uefa. La prossima settimana la commissione che risiede a Nyon farà sapere la sua: come anticipato da "Il Corriere dello Sport", i segnali non sono positivi, perché la solidità di Yonghong Li non sembra convincere l'Uefa (e tanti altri, ma qui conta il parere del massimo organismo europeo). Ciò costringerebbe il Milan a un settlement agreement, che complicherebbe il futuro. Insieme a questa vicenda, bisogna capire cosa ne sarà del rifinanziamento: il mandato concesso all'advisor Bgb Wenston scadrà a fine anno. Si tratta con il fondo Highbridge, ma lo scenario rimane complicato.
Leggi su Calcionews24.com