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Berlusconi e Li rappresentano ufficialmente il passato. Ora anche per la UEFA

Gazidis l’aveva anticipato un mese fa durante l’intervista alla Gazzetta dello Sport: “il club riconosce e rispetta il FPF. L’AC Milan prende atto che non c’è altra via che accettare le sanzioni per intraprendere un percorso di ritorno al pieno rispetto delle regole”. Più chiaro di così era difficile esprimere tale concetto. E venne dunque il giorno dell’ufficialità dell’accordo UEFA – Milan, sancito dal TAS, dove di fatto vengono riuniti i trienni 14-17 e 15-18, in un’unica sanzione, che prevede la non partecipazione alla prossima Europa League e alcuni altri aspetti che verranno con ogni probabilità resi pubblici durante l’iter di ‘riabilitazione’ della società. In sostanza si chiudono definitivamente i capitoli legati alla gestione Berlusconi e gestione Li. Colpo di spugna doloroso, una macchia tuttavia necessaria per tornare ad essere rispettati e rispettabili. Dopo alcune estati sotto osservazione, tra una spesa azzardata e un ‘surprise’, si torna in rapporti amichevoli con l’UEFA. La differenza certamente l’hanno fatta anche le persone credibili che ad oggi occupano i posti più alti dell’organigramma: Gazidis, Maldini, Boban. Pronti a cogliere tutte le responsabilità del caso, sebbene le problematiche non siano state da loro create. Ci avviamo ad entrare in un settlement agreement. Finalmente potremo uscire dal tunnel nel quale le male gestioni ci avevano cacciato. Non sarà facile, ma è una necessità. Se ci qualificheremo per una competizione europea, avremo pieno diritto di poterla iniziare. Guardando le ultime due post season è tutt’altro che un dettaglio banale.
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