Sono i tifosi le prime vittime del tracollo di Benevento: il Milan è destinato a svolgere la parte della nobile decaduta? Si tengono idealmente per mano, questa sera, i tifosi del Milan. Sempre divisi in fazioni, tra quelli legati alla vecchia proprietà e i fedelissimi di quella nuova, hanno in comune il profondo dolore del 2-2 di Benevento. E l'incertezza del domani. Si ripetono che peggio di così non può andare, che dal colpo di testa di Brignoli si può solo risalire. Sono rinati dopo Istanbul, dopotutto, c'è da fidarsi. Ma il rischio, soprattutto ora che il Milan ha cambiato pelle, è che con il passaggio di mano da Berlusconi ai cinesi ad andare perduto sia stato il DNA. L'abitudine a vincere, la consapevolezza arrogante che prima o poi, se indossi quella maglia a strisce verticali rosse e nere, la ruota del calcio tornerà a girare dalla tua parte. Il pericolo è quello di doversi abituare ad un Milan mediocre. Le avvisaglie ci sono da tempo: lo Scudetto non arriva dal 2011 e non lo farà neanche quest'anno. Nella stagione che avrebbe dovuto rilanciare le ambizioni del Milan, in quella dell'all-in sul mercato, abbiamo scoperto a dicembre (ma in realtà molto prima) che si è sbagliato tutto. Sono naufraghi in mare aperto, i tifosi del Milan: hanno chiesto aiuto alle bandiere e molte di loro sono affondate. È stato così per Inzaghi, è stato così per Seedorf, sarà probabilmente così per l'innocente ed eroico Gattuso. Come andrà a finire? Con un Milan nobile decaduta del calcio italiano? Con l'ormai ex club più titolato al mondo rassegnato a navigare ogni anno in sesta/settima posizione e ad esultare per una qualificazione in Europa? Non importa che si chiami Berlusconi, Galliani o Maldini: signori, che qualcuno salvi il Milan...
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