Testa e gambe. Rino Gattuso che ieri ha ricevuto il Tapiro d’oro da “Striscia la notizia”  sa bene che per rialzare il Milan avrà bisogno di un lavoro profondo sia sulla mente dei giocatori, che domenica nell’ultima parte di gara, complice il cambio Suso-Zapata, si sono consegnati al Benevento, ma anche sulla loro condizione fisica perché dopo un’ora i rossoneri hanno smesso di correre.  Un dato che si ripete di giornata in giornata e che posiziona Bonucci e compagni al penultimo posto fra le squadre di A per percorrenza media di km a partita, ovvero 105.5 (solo il Torino fa peggio).

Come sottolinea l’edizione odierna di Tuttosport, Gattuso sa che c’è da lavorare, la squadra ha dei problemi cronici e c’è bisogno che tutti remino dalla stessa parte. Il tecnico, anche per questo, ieri ha radunato nello spogliatoio di Milanello
chiunque lavori a quelle latitudini, dai giocatori ai magazzinieri, passando per il ds Mirabelli e lo staff medico per compattare
l’ambiente. Tutti richiamati all’ordine, tutti chiamati per sentire le parole di Gattuso che, oltre a fare autocritica per alcune
scelte di Benevento, ha spiegato una volta di più cosa significhi indossare la maglia rossonera.

Gattuso ha chiesto una mano ai tifosi in vista di Milan-Bologna di domenica: “Ci aspettavamo tutti di più, ma è importante che i tifosi ci stiano vicino. Giocare a San Siro è difficile, abbiamo bisogno di loro. Spero ci sia un po’ di pazienza e ci sia un clima di calore”. Solo questo, però, non basterà. Il tempo per lavorare sul fisico è relativo, perché da qui a fine anno la squadra
giocherà quasi sempre ogni tre giorni. Gattuso insieme al suo staff sta intensificandole sedute.