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La ricetta Weah: «Milan, c’è troppa pressione. Tornerà grande, ci vuole pazienza»

La ricetta Weah: «Milan, c’è troppa pressione. Tornerà grande, ci vuole pazienza»
George Weah sorride

L’ex rossonero, George Weah: «L’Italia ha una grande tradizione, non ho una spiegazione per la crisi»

Pallone d’Oro del 1995, primo extraeuropeo a vincere il premio, l’ex milanista George Weah come altre stelle partecipa da invitato al Mondiale. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato dopo una partita contro le leggende azzurre.

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ANCORA IN FORMA «Ma no! È che quando torni in campo e trovi vicino a te dei mostri simili come compagni di squadra ti tornano subito la voglia e lo scatto. Con loro ho giocato tantissime volte insieme o da avversari. Ho ritrovato dei grandi amici come Baggio e Panucci. E’ stato un bellissimo pomeriggio, sono molto felice».

L’ITALIA FUORI DAL MONDIALE «L’Italia è il paese del calcio. La vostra è una tradizione storica, la più grande. Ma il calcio, come tutti gli sport, funziona così. Ci sono i cicli. Non ho una spiegazione da dare sui motivi, ma so che ci sarà di nuovo una grande Italia».

IL MILAN DI OGGI «Come dicevo per la Nazionale italiana, il calcio è strano. Tutte le squadre si modificano, si evolvono. In generale è cambiato sicuramente il livello del campionato. Al Milan però resta una pressione enorme (e qui George agita le mani proprio per sottolineare il concetto…) e va dato tempo ai giocatori di ambientarsi. Oggi c’è una squadra giovane a cui servono lavoro e tanta pazienza. Ci vuole calma, ma tornerà grande».

MILAN E JUVE FUORI DALLA CHAMPIONS «Ripeto: serve un sistema che faccia crescere, certi successi non nascono in un giorno ma derivano da un lungo processo. La fiducia è alla base di tutto: incoraggiate i vostri ragazzi, accompagnateli. E’ quello che ho cercato di fare con mio figlio Timothy: prima di entrare nel settore giovanile del Psg è stato per anni al Gottschee, qui a New York. Poi sono arrivati i grandi club. Per emergere occorre avere più di una chance, questa è una generazione di calciatori e ragazzi che può avere una mentalità diversa».

LA LIBERIA «Quando ero alla guida ho fatto tutto il possibile per promuovere stabilità a pace. La cosa che mi fa più felice è che ancora oggi all’interno del nostro paese non ci siano guerre».

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