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Le parole sorprendono: “Io non c’entro nulla col Milan”

Le parole sorprendono: “Io non c’entro nulla col Milan”

Zlatan Ibrahimovic ha chiarito la sua posizione nel Milan con una dichiarazione che è trapelata e riportata da TuttoMercatoWeb: Io non c’entro niente col Milan, io do solo consigli. Le parole dello svedese, arrivate diciassette giorni dopo la rivoluzione post-Cagliari, rivelano una realtà molto diversa da quella che molti tifosi immaginavano.

Ibrahimovic e il Milan: da protagonista a consigliere

Non esiste un ruolo ufficiale per Ibrahimovic nella struttura rossonera. Il suo vero incarico è presso RedBird, la società di investimento di Gerry Cardinale, dove funge da consigliere strategico con accesso privilegiato alle decisioni. Attualmente si trova negli Stati Uniti per commentare i Mondiali, ma la sua influenza sulle scelte milaniste rimane centrale, almeno formalmente. La situazione rappresenta una dinamica complessa: da una parte Ibrahimovic non ha potere decisionale ufficiale, dall’altra continua a esercitare una certa pressione sulle strategie del club.

Il contrasto con il passato è evidente. Paolo Maldini, il suo predecessore, era stato criticato per questioni ben più marginali rispetto al coinvolgimento di Ibrahimovic durante il suo breve interregno di quindici giorni. Lo svedese ha operato in quella finestra con un’autorità che andava ben oltre un semplice ruolo consultivo, generando tensioni con la proprietà.

Cardinale sceglie la strada della discontinuità

Le frizioni tra Ibrahimovic e Cardinale hanno portato a una ridefinizione degli equilibri. Il Milan procede ora verso una nuova struttura organizzativa che esclude il coinvolgimento diretto dello svedese nelle decisioni quotidiane. Circola voce che Rangnick possa assumere il ruolo di direttore tecnico con Glasner in panchina, una configurazione che limiterebbe ulteriormente lo spazio d’azione di Ibrahimovic.

La sensazione è che il club rossonero sia rimasto spiazzato dalle dinamiche interne. Al momento mancano ancora figure fondamentali: nessun direttore sportivo confermato, nessun allenatore definitivo, nessun direttore tecnico stabilizzato. Questa frammentazione organizzativa amplifica l’incertezza su come il Milan intenda procedere per la prossima stagione.

Quale futuro per Ibrahimovic? Lo svedese continuerà a fornire consulenze dall’esterno, ma senza il potere decisionale che aveva esercitato nelle settimane precedenti. La sua voce peserà meno sulle scelte di mercato e sulla gestione tecnica, relegandolo a un ruolo marginale rispetto alle ambizioni iniziali di Cardinale.

Il Milan dovrà affrontare il prossimo mercato con una struttura ancora da definire completamente, mentre Ibrahimovic osserva dalla posizione ridotta di semplice consulente. La rivoluzione organizzativa è ancora in corso, e le prossime settimane determineranno se il progetto Rangnick-Glasner decolla o se nuovi cambiamenti saranno necessari per stabilizzare il Milan.

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