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Un calciatore rossonero premiato come giocatore dell’anno

Un calciatore rossonero premiato come giocatore dell’anno

Simon Kjaer è stato premiato dal noto quotidiano inglese The Guardian come giocatore dell’anno. Il difensore danese ha rilasciato poi un’intervista inerente all’anno appena passato:

Su che emozioni ha provato nel 2021: “Positive, negative, abbiamo attraversato tutto. Tutte le emozioni possibili. Abbiamo avuto tutto” 

Sull’episodio di Eriksen all’Europeo: “Apprezzo tutte le parole positive e la gratitudine a me data, ne sono onorato. Come ho sempre detto, la mia reazione è stata impulsiva e così quella di tutti. Quello che abbiamo fatto, l’abbiamo fatto come una squadra. Non sarei stato in grado di mantenere la calma se non avessi avuto qualcuno a cui appoggiarmi. Era un nostro amico, non un collega. Questo ha reso tutto molto più intenso, e quello che abbiamo fatto è stato istintivo. Non credo che ci si possa preparare a qualcosa di simile. Non avrei potuto fare nulla di tutto ciò senza la mia squadra al mio fianco. Alla fine della giornata tutto era solo per uno scopo ed era per Christian, per il suo benessere in quel momento e per la sua famiglia”.

Sui giorni successivi: “Ci siamo allenati un’ora, un’ora e mezza al giorno, e siamo andati avanti con tutte le difficoltà che i giorni avrebbero portato”.

Su com’è andato avanti: “Non avevo idea di cosa sarebbe successo e non sapevo come mi sarei comportato, nessuno lo sapeva, ma stavo bene. Ci siamo divertiti e il risultato non aveva importanza, ve lo posso dire al 100%. Non aveva importanza. In nessun momento. I tifosi, lo stadio, quel sostegno, la sensazione all’interno, penso che descriva ciò che è successo per la Danimarca in generale quell’estate, per le persone che erano lì ma anche per quelle che guardavano in TV. Come siamo riusciti a giocare grandi gare dopo l’accaduto? Non riesco a trovare spiegazioni; posso solo tornare alla squadra, al sostegno, alla fiducia, al conforto che troviamo l’uno nell’altro. Il nostro legame è stata l’unica cosa che ci ha dato la possibilità di tornare in campo”.

Sull’Europeo della Danimarca: “Se non avessimo superato la fase a gironi non ci sarebbero stati problemi. Guardando indietro però sono ancora arrabbiato per il rigore dato all’Inghilterra e per non aver raggiunto la finale. Ma alla fine il calcio era passato in secondo piano”.

Sulla sua passione calcistica: “Il campo di calcio è il posto sulla terra dove mi sento più a mio agio. Quando succedono certe cose, la porti con te per il resto della tua vita. Mi diverto e sono più rilassato. Amo giocarci, ma non ho altri 10 anni di carriera quindi devo godermi quelli che mi restano”.

Sulla rottura del crociato: “Sto bene, la mia famiglia sta bene e tornerò a giocare sul campo. Preferisco vederlo come un’opportunità positiva e rara. Ho spesso pensato a come sarebbe stato passare due o tre mesi lontano dalle partite, sia per essere creativo nel migliorare il mio gioco che per rendere il mio corpo più forte. Non avrei voluto infortunarmi, ma devo accettarlo e devo lavorare per superarlo e uscirne più forte di me stesso”.

Sul suo carattere: Sono un ragazzo che è cresciuto in una piccola città e i miei piedi sono solidamente piantati a terra. A volte devi essere un po’ arrogante, un po’ ignorante. Se stai giocando contro Messi o Ronaldo, probabilmente sono più forti di te, ma se sai che ogni giorno ti fai il culo, puoi dire a te stesso: ‘Chi è un difensore migliore di me al mondo in questo momento?’ Devo credere di essere il migliore, oppure non lo sarò mai, e non darò mai il 100%”.

Sull’amicizia con Eriksen: “Parlo molto con Christian. Se so che lui sta bene, allora io sto bene. Siamo persone molto rispettose ed educate. Se prendi 100 giocatori danesi da tutto il mondo, forse uno sarà un po’ matto ma penso che troverai dei parallelismi tra tutti noi. Vieni educato ad essere molto indipendente, impari a prenderti cura di te stesso, impari ad essere educato. Impari che l’atteggiamento e la fiducia sono una buona cosa, ma non troppo. Si apprezza e si guadagna il rispetto, senza mai dare nulla per scontato. Siamo molto diretti e onesti, penso che questo sia molto importante. Se vedo Christian e la sua famiglia stare bene, allora mi sentirò bene anche io. È lì che trovo la mia pace, e questo mi basta”.

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