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Frans Hoek e la regola che ha ridefinito il ruolo del portiere nel calcio moderno

Frans Hoek e la regola che ha ridefinito il ruolo del portiere nel calcio moderno

Frans Hoek, nato a Hoorn, Paesi Bassi, ha iniziato il suo percorso sportivo nel judo, ottenendo la cintura nera e diventando campione regionale giovanile. Intorno ai 13 anni, si è avvicinato al calcio e alla pallavolo, giocando principalmente come giocatore di movimento per la squadra amatoriale Always Forward. Tuttavia, grazie alla sua esperienza nel judo, veniva occasionalmente schierato come portiere, poiché la sua abilità nel tuffarsi senza infortunarsi lo rendeva adatto al ruolo.

A soli 14 anni, come raccontato da RG, Hoek ha debuttato in prima squadra. Il portiere titolare era assente per assistere alla nascita di suo figlio, e Hoek, nonostante la giovane età e l’altezza che non gli permetteva di toccare la traversa, è stato scelto per difendere la porta davanti a 3.000 spettatori. Questa performance ha attirato l’attenzione dei media e di vari club olandesi.

Desideroso di proseguire gli studi in educazione fisica, Hoek si è trovato di fronte a difficoltà finanziarie. Il club Volendam gli ha offerto un contratto triennale, coprendo le spese per i suoi studi in cambio delle sue prestazioni in campo. Nonostante non avesse inizialmente previsto una carriera professionistica, questa opportunità ha segnato l’inizio del suo percorso nel calcio professionistico.

La carriera di Hoek ha subito una svolta significativa con l’introduzione della regola del retropassaggio nel 1992, che ha trasformato radicalmente il ruolo del portiere. Prima di questa modifica, il compito principale del portiere era impedire che la palla entrasse in rete. Con la nuova regola, i portieri non potevano più raccogliere con le mani i retropassaggi dei compagni, richiedendo loro di sviluppare abilità con i piedi e partecipare attivamente al gioco.

Hoek ha abbracciato questa evoluzione, contribuendo in modo significativo alla trasformazione del ruolo del portiere. Ha sottolineato, come riporta RG, l’importanza per i portieri di essere integrati nelle sessioni di allenamento insieme ai giocatori di movimento, partecipando agli stessi esercizi per migliorare il controllo palla e la distribuzione. Questa filosofia ha influenzato allenatori di alto profilo, come Pep Guardiola, che ha rivoluzionato il ruolo del portiere nel Manchester City, e Erik ten Hag, che ha apportato cambiamenti simili al Manchester United.

La visione di Hoek ha ridefinito il portiere moderno, trasformandolo da semplice “para-tiri” a “undicesimo giocatore di movimento”, essenziale nella costruzione del gioco e nella gestione del possesso palla. La sua influenza ha plasmato una generazione di portieri capaci di contribuire sia in fase difensiva che offensiva, rendendo il ruolo più dinamico e integrato nel contesto tattico della squadra.

In conclusione, la carriera e la filosofia di Frans Hoek hanno avuto un impatto profondo sul calcio moderno, ridefinendo il ruolo del portiere e influenzando le metodologie di allenamento a livello globale. La sua dedizione all’innovazione e all’educazione continua ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del calcio.
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L'articolo Frans Hoek e la regola che ha ridefinito il ruolo del portiere nel calcio moderno proviene da Alfredo Pedullà.

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