Buongiorno e buon 7 gennaio amici de IlMilanista.it. Ecco per voi le principali notizie della mattinata nella consueta rassegna stampa. Ieri sera a Riyadh il Milan ha battuto 3-2 l'Inter, conquistando la Supercoppa Italiana. Una rimonta emozionante quella dei rossoneri, che erano andati sotto 2-0 a inizio ripresa, ma l'hanno ribaltata e vinta nei minuti di recupero. Sergio Conceicao, che ha già messo in bacheca il suo primo trofeo al Milan dopo 2 partite, ha parlato in conferenza stampa. Sull'intervallo: "All'intervallo abbiamo cambiato un paio di cose, la partita era in un equilibrio incredibile. Affrontavamo una grande squadra, che gioca da molto tempo con gli stessi giocatori ed è allenata da un ottimo allenatore come Simone. Non era facile, ma ci siamo riusciti: io credo molto alle indicazioni che i giocatori mi hanno dato in questi giorni di lavoro". Il secondo tempo: "Abbiamo iniziato il secondo tempo e loro hanno fatto il 2-0, ma nonostante tutto la squadra ha dimostrato un carattere enorme. E' su questo che dobbiamo lavorare, ci sono obiettivi chiari per noi da raggiungere. Dedico la vittoria ai miei genitori, che non ci sono più, e alla mia famiglia: mia moglie e i miei figli hanno sofferto in questi 6 mesi. Sono stati 6 mesi brutti dopo 7 anni al Porto con 11 titoli". Sergio Conceicao in conferenza stampa ha parlato della fiducia nel suo lavoro e delle ambizioni del Milan e poi ha spiegato le emozioni dopo la vittoria del trofeo. Il posto del Milan: "Ho fiducia nel mio lavoro, nel mio staff e nei giocatori. Ho sempre seguito il calcio italiano e sapevo che si poteva fare un bel lavoro. Ma non abbiamo fatto niente: ora festeggiamo, da domani pensiamo al Cagliari. Il posto del Milan non è il settimo o l'ottavo, dobbiamo essere primi. E anche in Champions League abbiamo il dovere di dimostrare la nostra forza". I festeggiamenti: "Ero fiducioso e consapevole di poter fare bene. Poi si vince con le piccole cose: c'è la fortuna, ci sono episodi che non possiamo controllare tutti. I giocatori a fine partita mi hanno detto subito che dovevo fumare il sigaro: sapevano che ho questo rito quando vinco un titolo. E' il tredicesimo titolo come allenatore: sono contento e ha un sapore speciale per me". Nella conferenza post derby, Conceicao ha tracciato la strada da percorrere per il Milan. Poi il tecnico ha anche parlato delle proposte ricevute in questo ultimo periodo senza panchina. La mentalità: "Adesso dobbiamo continuare su questa strada, principalmente a livello di mentalità: le vittorie ci devono dare motivazione, non ci devono rilassare. Davanti al successo è facile far sgonfiare il pallone, invece va tenuto bello gonfio". Se aveva ricevuto altre proposte per allenare: "Certo, ho avuto proposte da club arabi e anche di club brasiliani e di altre nazioni. Dopo ciò che ho fatto al Porto, volevo una squadra europea per proseguire la mia carriera da allenatore. E' venuta anche la nazionale a chiedermi di lavorare: stavo pensando di accettare, poi è arrivato il Milan e non ci ho pensato un attimo".MILAN NEWS | Riyadh rossonera: Conceicao si regala la Supercoppa

Buongiorno e buon 7 gennaio amici de IlMilanista.it. Ecco per voi le principali notizie della mattinata nella consueta rassegna stampa. Ieri sera a Riyadh il Milan ha battuto 3-2 l'Inter, conquistando la Supercoppa Italiana. Una rimonta emozionante quella dei rossoneri, che erano andati sotto 2-0 a inizio ripresa, ma l'hanno ribaltata e vinta nei minuti di recupero. Sergio Conceicao, che ha già messo in bacheca il suo primo trofeo al Milan dopo 2 partite, ha parlato in conferenza stampa. Sull'intervallo: "All'intervallo abbiamo cambiato un paio di cose, la partita era in un equilibrio incredibile. Affrontavamo una grande squadra, che gioca da molto tempo con gli stessi giocatori ed è allenata da un ottimo allenatore come Simone. Non era facile, ma ci siamo riusciti: io credo molto alle indicazioni che i giocatori mi hanno dato in questi giorni di lavoro". Il secondo tempo: "Abbiamo iniziato il secondo tempo e loro hanno fatto il 2-0, ma nonostante tutto la squadra ha dimostrato un carattere enorme. E' su questo che dobbiamo lavorare, ci sono obiettivi chiari per noi da raggiungere. Dedico la vittoria ai miei genitori, che non ci sono più, e alla mia famiglia: mia moglie e i miei figli hanno sofferto in questi 6 mesi. Sono stati 6 mesi brutti dopo 7 anni al Porto con 11 titoli". Sergio Conceicao in conferenza stampa ha parlato della fiducia nel suo lavoro e delle ambizioni del Milan e poi ha spiegato le emozioni dopo la vittoria del trofeo. Il posto del Milan: "Ho fiducia nel mio lavoro, nel mio staff e nei giocatori. Ho sempre seguito il calcio italiano e sapevo che si poteva fare un bel lavoro. Ma non abbiamo fatto niente: ora festeggiamo, da domani pensiamo al Cagliari. Il posto del Milan non è il settimo o l'ottavo, dobbiamo essere primi. E anche in Champions League abbiamo il dovere di dimostrare la nostra forza". I festeggiamenti: "Ero fiducioso e consapevole di poter fare bene. Poi si vince con le piccole cose: c'è la fortuna, ci sono episodi che non possiamo controllare tutti. I giocatori a fine partita mi hanno detto subito che dovevo fumare il sigaro: sapevano che ho questo rito quando vinco un titolo. E' il tredicesimo titolo come allenatore: sono contento e ha un sapore speciale per me". Nella conferenza post derby, Conceicao ha tracciato la strada da percorrere per il Milan. Poi il tecnico ha anche parlato delle proposte ricevute in questo ultimo periodo senza panchina. La mentalità: "Adesso dobbiamo continuare su questa strada, principalmente a livello di mentalità: le vittorie ci devono dare motivazione, non ci devono rilassare. Davanti al successo è facile far sgonfiare il pallone, invece va tenuto bello gonfio". Se aveva ricevuto altre proposte per allenare: "Certo, ho avuto proposte da club arabi e anche di club brasiliani e di altre nazioni. Dopo ciò che ho fatto al Porto, volevo una squadra europea per proseguire la mia carriera da allenatore. E' venuta anche la nazionale a chiedermi di lavorare: stavo pensando di accettare, poi è arrivato il Milan e non ci ho pensato un attimo".