Il Milan è tra i club più titolati nella storia del calcio europeo. Con sette Champions League vinte, il club rossonero è secondo solo al Real Madrid in questa speciale classifica. La storia del Milan in Coppa dei Campioni (poi Champions League) è costellata di finali leggendarie, notti epiche e campioni indimenticabili. Oggi, mentre la squadra affronta un momento di difficoltà, guardare al passato serve a ricordare l’altezza delle ambizioni da cui ripartire.
1962-63: la prima gloria europea
La prima Coppa dei Campioni arriva nel 1963, con Nereo Rocco in panchina e Gianni Rivera in campo. Il Milan batte il Benfica per 2-1 a Wembley, rimontando lo svantaggio iniziale grazie a una doppietta di José Altafini. È il primo club italiano a sollevare il trofeo.
1968-69: l’impresa di Praga
Il secondo trionfo arriva sei anni dopo. A Praga, il Milan travolge l’Ajax per 4-1. Protagonista assoluto è Pierino Prati, autore di una storica tripletta. Quella finale segna l’inizio della carriera europea di Johan Cruijff, ma è il Milan a prendersi la scena.
1988-89: la macchina perfetta di Sacchi
Dopo un lungo digiuno, gli anni d’oro ritornano con Arrigo Sacchi. Il Milan annienta la Steaua Bucarest 4-0 al Camp Nou. Gullit e Van Basten, con due gol a testa, guidano una squadra che molti considerano tra le più forti di sempre. La difesa Maldini–Baresi è già leggenda.
1989-90: la conferma a Vienna
L’anno successivo, i rossoneri si confermano campioni d’Europa battendo il Benfica 1-0 con un gol di Frank Rijkaard. È il secondo trionfo consecutivo, impresa rarissima nell’epoca moderna. Il Milan entra nella storia anche per il dominio tecnico-tattico espresso in quelle stagioni.
1993-94: il capolavoro di Capello
La finale del 1994 è una delle più clamorose. A Atene, il Milan umilia il Barcellona di Cruijff con un secco 4-0. Nonostante le assenze di Baresi e Costacurta, i rossoneri dominano grazie alla tripletta di Massaro e al sigillo di Desailly. Fabio Capello scrive la sua pagina di gloria.
2002-03: il derby italiano a Manchester
La sesta coppa arriva nel 2003, in una finale tutta italiana contro la Juventus a Manchester. Dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari, il Milan vince ai rigori (3-2), grazie alle parate di Dida e al rigore decisivo di Shevchenko. È la Champions della solidità e della freddezza.
2006-07: la rivincita su Istanbul
Nel 2007, ad Atene, il Milan trova il Liverpool due anni dopo la sconfitta di Istanbul. Stavolta, la squadra di Ancelotti non lascia spazio ai miracoli. Una doppietta di Pippo Inzaghi regala il settimo sigillo europeo ai rossoneri, chiudendo un ciclo glorioso.
Un presente difficile, un futuro da riscrivere
Oggi, il Milan vive le conseguenze di una delle stagioni più deludenti dell’era recente. La mancata qualificazione alle coppe europee segna una battuta d’arresto dolorosa dopo i progressi degli ultimi anni, culminati con lo Scudetto del 2022. La squadra non è riuscita a esprimere la costanza necessaria in campionato, terminando al di fuori delle posizioni valide per la Champions League o anche per l’Europa League. E anche il calciomercato, nonostante l’arrivo di un tecnico esperto come Allegri, potrebbe complicarsi.
È un’occasione persa, ma anche una chiamata alla responsabilità. Con una nuova guida tecnica attesa in panchina e il bisogno di rinnovare alcuni reparti chiave della rosa, la società dovrà pianificare con lucidità il proprio futuro. La prossima Serie A sarà l’unico palcoscenico utile per dimostrare la voglia di riscatto, e il ritorno nella massima competizione europea dovrà essere un obiettivo non solo tecnico ma anche identitario. In questo contesto, sarà interessante monitorare anche l’evoluzione delle quote champions, che riflettono non solo le aspettative degli analisti ma anche l’umore del pubblico e le ambizioni dei club.
La Champions nel DNA rossonero
La storia del Milan è un patrimonio da difendere. Ogni trofeo europeo vinto non è solo un ricordo, ma un’eredità. Rivedere quelle sette coppe alzate al cielo non deve essere motivo di nostalgia, ma di ispirazione. Il Milan è stato grande in Europa quando ha avuto uomini, idee e una società forte alle spalle.
Oggi serve la stessa visione. Non per ripetere il passato, ma per scrivere nuove pagine degne della propria storia. Perché il Milan, come pochi altri club al mondo, non può accontentarsi di esserci: deve competere per vincere.



